Il Governo dei Minimi

di S. Torre

 

 

Quando i Minimi giunsero al governo molti si sentirono sollevati. I Minimi occuparono i punti

chiave delle istituzioni, non che contasse tanto, erano i Minimi perché non avevano proprio il

potere, lo servivano ad un livello più alto. Lo servivano ovunque e in breve divenne sempre più

difficile non trovarne uno al governo, da qualche parte nel mondo. Erano i Minimi, non i peggiori,

essere i peggiori sarebbe stato un assurdo sprazzo di eccellenza, avrebbe significato essere in testa

a qualche tipo di classifica. I peggiori erano gli altri e servivano a ricordare a tutti che c’era sempre

di peggio: c’erano i grandi speculatori finanziari, i razzisti, i neofascisti, i fondamentalisti, gli

assassini a vario titolo. I Minimi non erano in grado di agire in questo modo, agivano solo conto

terzi, nella maggior parte dei casi sarebbero svenuti alla sola vista del sangue, ma quando gli

veniva chiesto di organizzare una guerra eseguivano gli ordini immediatamente, aspettando di

poter essere intervistati con una giacca mimetica mentre imitavano qualche condottiero del

passato, di stringere la mano a qualche eroe di guerra e di fingere commozione di fronte ad un

profugo a caso.

Eseguivano e aspettavano, non per nulla erano i Minimi. Intendiamoci, non erano i vecchi

esponenti dell’espressione del servilismo al potere, no, perché il potere non lo avevano, al massimo

lo gestivano per conto di altri, con risultati minimi, ovviamente. Erano l’espressione di un

narcisismo minimo, autoreferenziale, privo di grandi quadri gepolitici o filosofici, anzi privo di

qualunque qualità in qualunque modo li si guardasse. I Minimi parlavano solo di sé, non si

occupavano di queste cose complicate. Hai presente, per ipotesi, uno che per farsi il bello e vincere

le elezioni indice un referendum che scardina definitivamente l’Unione Europea? Ecco, ci siamo.

Oppure, sempre per ipotesi, un tizio che da Presidente del Consigio fa discorsi a reti unificate dal

palchetto della Coca Cola, si, proprio quello, con la bottiglietta disegnata dietro? Perfetto, ecco i

Minimi alla riscossa. La mattina si guardavano allo specchio, mimavano i protagonisti di vecchi

film, compravano abiti firmati e si facevano sistemare gli zigomi col botox, poi dilagavano su tutti

i mezzi di comunicazione: Twitter, Facebook, Istagram, Snapchat, Messenger, la buona vecchia

TV, le chiese e i teatri di provincia. Bisognava stare attenti su Tinder, c’era il rischio che davi un

appuntamento e ti ritrovavi ad uscire con uno che ti chiedeva il voto. I Minimi erano sempre stati

l’espressione minima in tutto ciò che facevano nella loro vita, niente sprazzi, niente eccellenza,

niente mediocrità, anche quella sarebbe stata troppo, la loro idea del mondo era sempre stata

minima, semplicemente non ne avevano mai avuta una. In effetti si stupivano sinceramente quando

qualcuno gli presentava critiche, analisi o riteneva che qualcosa che avevano fatto potesse avere

conseguenze. I Minimi non avevano la capacità materiale di immaginare il mondo al di fuori di ciò

che riguardava loro, forse nessuno gli aveva spiegato la questione da piccoli, non saprei dire. Però

piacevano al potere, quello vero, erano talmente minimi da essere perfetti per rispondere a

qualunque richiesta, fosse anche la più assurda. I Minimi ti dicevano con un candore disarmante

che scavare pozzi di petrolio fa bene all’ambiente o che eliminare le tutele contro i licenziamenti fa

bene all’occupazione, poi se li contraddicevi si offendevano. Perché non era un problema in sé non

avrebbero creduto comunque a nulla di ciò che ti dicevano, più che altro non ci capivano nulla.

E quindi rimanemmo a guardare i posti che erano stati dei grandi esponenti del potere occupati dai

Minimi, gente che non riuscivi neanche a criticare perché non sapevi che dire, scadevi nell’offesa

personale, si capiva che ti sentivi meglio di loro. E d’altronde erano i Minimi non potevi che essere

meglio di loro, altrimenti saresti stato un Minimo anche tu. Eravamo disarmati, le armi della

dialettica non funzionavano. I Minimi erano stati una trovata geniale del potere: chi avrebbe voluto

passare alla storia come oppositore di un Minimo? Non un grande dittatore, un geniale stratega o

un vero e proprio genio del male, un Minimo ti butta giù il profilo del conflitto come nessun altro,

passa proprio la voglia.

Alla fine più passava il tempo più li ignoravamo, era una forma di difesa naturale: «oddio c’è di

nuovo la ministra, guarda giù, fai finta di niente, per favore!». Alla fine la rivoluzione iniziò così,

molti si chiedevano quanto i Minimi sarebbero stati in grado di continuare da soli, mentre il resto

del mondo faceva altro, si organizzava inventava una società migliore. Perché meglio del minimo

non era difficile, proprio no.