E' una questione di vita o di morte

 

di D. Parducci

In Italia stiamo assistendo alla definizione di nuovi confini nella sfera culturale e delle scelte sul proprio corpo e la propria vita; limiti e ruoli vengono costantemente spostati, lambiti, ridefiniti, attaccati.

Si pensi alla proposta di non far accedere alle scuole i bambini non vaccinati, oppure all’accanimento che viene messo nel negare diritti di cittadinanza a chi ama persone del proprio genere, o alla vergognosa vignetta del 18 Luglio apparsa sul Corriere della Sera per sondare la percezione degli italiani rispetto ai flussi migratori, oppure alla questione dell’abolizione dei contratti collettivi, o alle false notizie riguardo a episodi di malnutrizione all’interno di famiglie vegane, oppure alla proposta di bombardare la Libia con la scusa della lotta agli scafisti.
La lista è lunga perchè tanti sono gli ambiti di vita: quando e come morire, come curarsi, cosa mangiare, chi sposare, in che paese vivere, quando e come spostarsi, cosa, come e dove studiare …

E’ in atto un intenso e frenetico lavoro di propaganda, una propaganda che convulsamente cerca tra l’altro di tamponare tutte quelle consapevolezze e pratiche che negli ultimi anni stanno costellando il nostro paese. Consapevolezze e pratiche figlie di saperi che, seppur molto settoriali, hanno determinato progetti e battaglie diffusi. Dalle battaglie contro le nocività ai progetti di vita ed educazione collettiva, passando per la consapevolezza dei problemi legati al commercio degli alimenti dei Gruppi di acquisto, per arrivare al sempre crescente numero di vegetariani e vegani con la loro critica a questo sistema di sviluppo, passando per gli agricoltori che mettono in discussione l’agricoltura industriale con argomentazioni etiche ed ecologiche …
Seppur molto specifiche e non necessariamente portatrici di grandi rotture, in quest’epoca non è tollerabile l’esistenza di qualsiasi focolaio di dissenso. Ogni critica ed opposizione è pericolosa e viene ostacolata e combattuta.

In un paese appartenente alla “vecchia Europa”, con il suo portato di concezioni e legislazioni riguardo a questioni come la cittadinanza o le libertà, e situato ai suoi confini come l’Italia, è urgente e necessario che la situazione “non sfugga di mano”; perchè è necessario che ci sia nel Mediterraneo un paese pacificato a garanzia e tutela del modello europeo liberale.

Tutti in Italia ripetiamo continuamente che c’è stato un referendum sull’acqua pubblica.
La questione non è tanto il referendum in se, che è stato vinto con numeri da capogiro su una questione fondamentale e politicamente importante, sposata e riconosciuta oltretutto, dal 90% della popolazione, ma quanto che viviamo in un contesto politico e legislativo in cui un risultato come questo può essere tranquillamente ignorato ed eluso.

La questione, però, non riguarda la democrazia partecipativa e le sue forme, nè la dicotomia dittatura, democrazia.
E’ una questione di vita o di morte.

Si, perchè si muore.
Si muore attraversando il mare mentre si scappa da guerre
Si muore durante un fermo di polizia
Si muore mentre si raccolgono i pomodori
Si muore di tumore dopo una vita passata vicino a centrali “green”
Si muore perchè si è poveri e si mangia all’hard discount
Si muore bevendo l’acqua all’arsenico che paghi ogni mese in bolletta
Si muore, soli e impauriti, impiccati nelle proprie camere
Si muore negli altoforni in cui si lavora
Si muore perchè non si ha lavoro.

Si muore, si muore ogni giorno ed è questo il confine.
E’ necessario saperlo per non focalizzare la nostra attenzione sui vari e poco interessanti poteri che ci circondano e sulle dinamiche asfittiche che creano. Non possiamo cercare scappatoie da vicoli ciechi solo con battaglie difensive come la tutela del lavoro o delle varie forme della democrazia rappresentativa.

Sono in ballo le nostre vite, queste dobbiamo tutelare e liberare.
E’ necessario ragionare e praticare alternative, costruire progetti capaci di liberci dal lavoro e dai vari ricatti che gravano sulle nostre vite
Dobbiamo vivere, vivere vite belle e dirompenti come solo delle vite libere dai poteri possono essere.