a cura del collettivo Mind Gardeners

 

Salve a tutti, vorrei raccontarvi una cosa strana che è accaduta al mio amico Sirtaki.
L’altro giorno è passato a trovarlo suo fratello Banky, con la sua amica Merk:

 

Le piccole canaglie - Compartir.it

 

Banky: Senti, dovrei parlarti di quei soldi che ti ho prestato.
Sirtaki: Si certo, guarda che te li restituisco presto, ho messo in vendita l’auto e dovrei
ottenere almeno il triplo di quello che ti devo, anzi ti posso dare un terzo
subito.
Banky: No, no, no, aspetta, non puoi!
Sirtaki: Non posso?
Banky: No!
Sirtaki: Perché?
Banky: Vedi, se vendi l’auto poi dovrai andare al lavoro con i mezzi pubblici e rischi di
compromettere la tua puntualità, alla lunga potresti perdere il lavoro e questo
potrebbe renderti impossibile pagarmi le rate successive.
Sirtaki: Rate?
Banky: Certo vuoi che un prestito come quello che ti ho fatto non preveda i costi del
denaro? L’inflazione? Soprattutto i tassi di interesse e queste cose vanno avanti
per anni.
Sirtaki: Tassi di interesse?
Banky: Certo, il 35% vuoi che tutta l’economia della famiglia vada a gambe all’aria? E a
nostra madre non ci pensi?
Sirtaki: No, cioè si, ma non mi sembra che la situazione sia tale che …
Banky: Silenzio, siete tutti uguali voi comunisti, agite senza pensare al domani!
Sirtaki: No, ma che c’entra il domani?
Banky: C’entra, c’entra. Ascoltami adesso, converrai sul fatto che hai dovuto chiedermi
un prestito?
Sirtaki: Si, certo.
Banky: Il prestito lo hai dovuto chiedere perché l’affitto era troppo alto e non riuscivi
ad arrivare a fine mese? Quindi non gestivi bene il tuo bilancio.
Sirtaki: Si, ma è casa tua, sei tu che mi affitti un appartamento, peraltro in periferia e
mal messo, ho speso un sacco di soldi per sistemare qui.
Banky: Per favore, stiamo parlando del tuo futuro, non recriminiamo, così non si va da
nessuna parte! Non appigliarti a queste dietrologie. E poi se hai vissuto al di
sopra delle tue possibilità non è con me che devi prendertela.
Sirtaki: OK, scusa, era solo per chiarire.
Banky: Vabbe’ farò finta di niente, immagino che essendo insolvente sarai in una
condizione psicologica sgradevole.
Sirtaki: Insolvente? Ma se ti stavo pagando una parte e poi me li hai prestati quindici
giorni fa.
Banky: Una terzo del capitale di base, senza considerare interessi, inflazione, costo del
denaro, tassi di cambio. Ci pago la doccia solare di questo pomeriggio, vado in
un posto nuovo, non male, è in centro.
Sirtaki: Tassi di cambio?
Banky: Certo mica sono così sprovveduto da non calcolare il cambio con il dollaro.
Vorrai mica fregarmi?

Sirtaki: No, ma in che senso il cambio?
Banky: Se avessi studiato economia capiresti, voi comunisti tutti uguali, ma sei sicuro
che siamo fratelli?
Sirtaki: Adesso che ci penso non tanto, però la mamma dice di sì.
Banky: Senti, chi ha investito in borsa? Chi dirige l’ufficio visure del catasto di
Frattaletta di Sotto? Chi possiede otto case? Chi guida la Giuletta sport in
famiglia?
Sirtaki: Tu!
Banky: Ecco, quindi fatti spiegare da me come funziona il flusso del denaro. Quello
non sta mai fermo, se lo fermi metti in crisi l’economia, vorrai mica mandare in
malora la globalizzazione? E ai tedeschi non ci pensi?
Sirtaki: No.
Banky: Ecco, appunto! Disgraziato! Terrorista!
Sirtaki: Dai non esageriamo. Vabbe’ se non vendo l’auto come devo fare per restituirti
i soldi in fretta?
Banky: Ecco, così ci siamo, intanto non c’è fretta.
Sirtaki: Ah, grazie.
Banky: Figurati, per ora ti indico i primi punti del programma pluriennale di rientro.
Sirtaki: Pluriennale?
Banky: Certo, non è che adesso so dirti quando potrai finire di pagarmi, bisogna
vedere, tu di economia proprio non capisci niente, eh? Cosa pensi che uno
chiede in prestito e poi restituisce quello che ha preso? E che pensi che il
capitale può stare fermo? Ma lo sai che domani quello che hai preso oggi è già
pronto a diventare il capitale di dopodomani e va calcolato alla settimana
prossima? È l’economia questa, tu proprio non ne sai niente
Sirtaki: Ma veramente, sai, insegno filosofia.
Banky: Si, lo so e sei pure precario. Voi insegnanti precari, privilegiati che con la
vostra ostinazione rovinerete l’economia del paese
Sirtaki:
Banky: Quindi il piano di rientro
Sirtaki: Si
Banky: Da domani compri la bombola del gas dal mio amico che sta qui in via
Ippocrate
Sirtaki: Ma costa il doppio!
Banky: Si, ma è sicuro e garantisce un circuito virtuoso di scambio nell’economia
locale
Sirtaki: Ah ed io che ci guadagno dal circuito virtuoso, scusa?
Banky: Il solito egoismo di chi sa dire solo di No, tutti uguali, sapete solo dire No,
senza costrutto: la discarica dietro la casa non la voglio, l’inceneritore a fianco
della casa non lo voglio, la centrale geotermica sotto la casa non la voglio, il
ponte sopra la casa non lo voglio, il treno al posto della casa non lo voglio, la
centrale nucleare davanti la casa non la voglio, la base militare dentro la casa
non la voglio. Da qualche parte bisognerà pur farle le cose, non è che le scorie
nucleari le possiamo buttare così a casa nostra, ci vogliono le strutture! Oppure
sei come tutti questi che pensano solo a sé stessi, affetti da una sindrome di
egoismo sociale per cui i banchieri non possono investire per il bene dei
popoli? E poi ci sono pure i vostri, sai?
Sirtaki: I miei?
Banky: E le cooperative emiliane dove le metti?
Sirtaki: In Emilia?

Banky: Fai pure lo spiritoso adesso. Meno male che quelli hanno capito e ragionano
bene, non come voialtri, sono avanti, altro che ambiente, diritti, cittadinanza.
Quella è gente seria!
Sirtaki: Ma noialtri chi? Di che parli?
Banky: Stai affossando il paese con il tuo egoismo, che dico il paese, state rovinando
l’Europa e pensate solo a voi stessi, alla vostra salute, ai vostri figli, al vostro
lavoro, al vostro ambiente. Egoisti e sfascisti! Professionisti del No!
Sirtaki: Ma io non è che volessi …
Banky: Vabbe’, capisco il tuo stato psicologico alterato, continuiamo a vedere il piano
di rientro che mi stavi proponendo.
Sirtaki: Ma veramente eri tu che.
Banky: Poi andrai da un altro amico mio, il fruttivendolo, quello che sta …
Sirtaki: Si, lo conosco, ma quello costa il triplo, poi ho piantato un paio di alberi e sto
facendo l’orto in giardino.
Banky: Ecco! Lo sapevo, non puoi distrarti un attimo che questi mettono in piedi piani
segreti per distruggere il benessere del pianeta
Sirtaki: Segreti?
Banky: Dove sta?
Sirtaki: Sul retro, in giardino
Banky: Non è a vista: è segreto!
Sirtaki: No è solo dietro, ma poi cosa c’è di segreto nell’orto?
Banky: Hai i permessi?
Sirtaki: Quali permessi?
Banky: Incredibile, l’ignoranza genera perversione! Risolvo io il problema! Merky vai a
distruggere l’orto del signorino. Pensava che le piante fossero lì per lui, meno
male che sistemo tutto io. Poi ti dico quanto mi è costato convincere un mio
amico vigile a chiudere un occhio, non preoccuparti, va tutto nel calderone
della restituzione del prestito, tranquillo.
Sirtaki: Costato? Vigile? Ma, il mio orto …
Banky: Silenzio! Appurato che d’ora in poi andrai a comprare ortaggi e frutta dal mio
amico e che calcoleremo il disturbo del vigile, parliamo di tuo figlio.
Sirtaki: Mio figlio?
Banky: Costa troppo!
Sirtaki: Troppo?
Banky: Troppo! E poi con la situazione economica disastrosa che hai, nella casa in cui
vivi, guarda che catapecchia!
Sirtaki: Ma è tua!
Banky: Ecco appunto, non è neanche di tua proprietà. È il caso che non lo mandi più a
scuola, è una spesa superflua, poi la scuola pubblica dai, è un disastro, inutile,
cade a pezzi è da rottamare. Vuoi che non sappia come è mal messa? Co’ sta
nuova leggina ho raccomandato personalmente al mio amico preside due
assoluti analfabeti come professori, ti giuro non hanno proprio idea di cosa
parlare, che vuoi, due favori, dovevo sistemare un appaltuccio. A tuo figlio ci
posso pensare io.
Sirtaki: Come?
Banky: Il pomeriggio va a collaborare informalmente in un call center che stiamo
aprendo in zona, così fa esperienza, entra nel mondo del lavoro, che magari in
sei sette anni inizia anche a percepire qualcosina, arrotonda.
Sirtaki: Ma sette anni di lavoro gratis?
Banky: Oh! Ma che caratteraccio che hai. Si chiama formazione, c’è la crisi, sai? Micaqui sono tutti furbetti come te, con l’orticello fuorilegge e poi so cosa intendi … con orticello …le piantine di Maria!
Sirtaki: Ma che dici?
Banky: Dai, dai, lo so che c’è le hai. Insomma la gente fa a botte per un’occasione così,
vorrai mica costringere tuo figlio ad occuparsi di poesia? Come dice il mio
amico, il presidente della regione? Lo dice sempre, ah ecco: anche a me
piacerebbe essere un poeta, uno di questi che parla di libertà, amore per il
prossimo, accoglienza per i migranti, ma bisogna avere i piedi per terra! Qui la
situazione è grave! Non possiamo più permetterci questi eccessi!
Sirtaki: Ma di che stai delirando? Che c’entrano i migranti?
Banky: Bravo, bravo, subito pronto ad insultare lui, ti brucia il confronto politico eh?
Voialtri, violenti e disfattisti, subito pronti a sfasciare tutto pur di non
ammettere le vostre difficoltà. Continua, continua pure a mandare tuo figlio in
giro con questi che vengono dalle Afriche e portano l’ebola.
Sirtaki: Le Afriche?
Banky: Oh l’ebola uccide in poche ore!
Sirtaki: Ma veramente, che io sappia la questione non è questa.
Banky: Ah già, ecco il poeta che riemerge. La questione non è questa. Adesso mi farai
una testa così sostenendo anche la teoria del gender!
Sirtaki: La cosa?
Banky: Ah guarda non sa neppure l’inglese, lui che si fa tutto l’intellettuale di famiglia.
La teoria del gender, ne parlano tutti i giornali seri, è quella che sostiene che
gli omosessuali donna devono comandare e obbligare tutti i minori a convivere
con uomini barbuti dello stesso sesso ed avere figli in provetta, meno male che
ci sono ancora politici seri in questo paese che si oppongono!
Sirtaki: A cosa?
Banky: Al gender
Sirtaki: Ah, e quello come reagisce?
Banky: Quello chi?
Sirtaki: Il gender!
Banky: Fai fai lo spiritoso, poi ti voglio vedere a te quando un islamista omosessuale
incinto verrà a comandarti a casa tua!
Sirtaki: Beh, sai posso attendere il momento.
Banky: Ah, puoi attendere tu! Tutti uguali, attendete, attendete, aspettate che gli altri
vi risolvano le situazioni e poi vi lamentate voi.
Sirtaki: No, no guarda, io veramente mi lamentavo per il mio orto.
Banky: Ancora! Vedi che avete sempre lo sguardo rivolto al passato? Devi fartene una
ragione, non hai più un orto, Merky lo ha distrutto e tu adesso devi comprare
frutta e verdura dal mio amico, altrimenti ti applico un coefficiente di aumento
della rata legato all’aumentato margine di rischio.
Sirtaki: Margine di rischio?
Banky: Non sei in grado di mantenere intatto un orto dietro casa, figuriamoci cosa
puoi fare con il capitale globale!
Sirtaki: Ma io il capitale globale non lo vedo neanche e l’orto me lo hai distrutto tu!
Banky: Ecco, vedi che lo ammetti? Non sei in grado e scarichi le tue responsabilità
sugli altri!
Sirtaki: Ma non ero figlio unico?

Referendum

Desideri che Banky trasformi la casa di Sirtaki in un call center in cui farà lavorare
gratis il figlio, mentre Sirtaki continuerà a pagare le bollette delle utenze
dell’immobile?

 

  • SI

 

  • NO

 

Nel caso in cui tu abbia risposto SI, sappi che la/il prossima/o a cui toccherà pagare a caso
e in modo spropositato qualunque cosa sarai tu.
Nel caso in cui tu abbia risposto NO, allora ti sei accorta/o che ci hanno già tolto
praticamente tutto.