Le donne rappresentano il 52% della popolazione mondiale. La richiesta di partecipazione delle donne alla vita politica che viene da molte parti del mondo evidenzia la necessità di riappropriazione dello spazio pubblico.

 

Le donne nei movimenti - Compartir.it

Protagoniste delle lotte

 

In questo momento, in tutto il pianeta il ruolo delle donne è diventato determinante nei movimenti di lotta, come portatrici di nuove istanze, e di originali categorie d’interpretazione del mondo.

 

Le donne nei movimenti - Compartir.it

Decine i casi di stupri in Egitto verso le manifestanti contro il governo. Torture e test della verginità obbligatori inflitti dalle forze di polizia.

 

 

Le donne nei movimenti - Compartir.it

Manifestazioni in India contro la nuova legge antistupro considerata permissiva sui rapimenti

 

Le donne sembrano determinate a trasformare la propria esistenza, esistenza passiva, in cui sono veicolo di valori imposti, in  esistenza attiva.

 

 

 

Le donne nei movimenti - Compartir.itPalestina:  femministe in lotta contro l’occupazione e contro ogni forma di oppressione

 

Le donne nei movimenti - Compartir.it

Brasile donne: di via campesina in lotta contro la costruzione di una diga

 

Le donne nei movimenti - Compartir.it

Turchia: Gezi Park

 

Le donne nei movimenti - Compartir.it

Canada: donne indigene manifestano a Vancouver durante il 'Women's Memorial March"

 

Le donne nei movimenti - Compartir.it

Donne della resistenza curda nella città di Kobane

 

Le donne nei movimenti - Compartir.it

Equador, donne indigene contro il trattato di libero commercio con gli Usa

 

Le donne nei movimenti - Compartir.it

Dakar:apertura forum sociale con la marcia delle donne

 

 

L’aspetto interessante è che il protagonismo delle donne nelle lotte riguarda dalla difesa dell’integrità del corpo della donna, quindi la ribellione alla violenza del dominio di genere e all’esclusione, fino alla difesa della Terra.

 

 

Le donne nei movimenti - Compartir.it

 

 

La ridefinizione del rapporto con il corpo della donna e della relazione con il pianeta si mescolano in un unico discorso.

 

Le donne nei movimenti - Compartir.it

 

La dimensione della cura si estende dai figli alla comunità fino al pianeta intero

 

I movimenti delle donne e le donne nei movimenti includono  la dimensione culturale e affettiva nelle loro pratiche di resistenza,  sono interessate alla ricerca comunitaria, accolgono la dimensione  spirituale nelle analisi e nelle pratiche di cambiamento sociale. Temi questi considerati dalla cultura patriarcale  da relegare nello spazio privato, che è quello dedicato alle donne.

Le donne nei movimenti - Compartir.it

La donna relegata in spazi precisi, in ambiti definiti, istituzionalizzata, riconosce la sua appartenenza alla natura. Donne e natura negate e contenute nel luogo del controllabile, straripano ponendo il problema di un’esistenza attiva, un’esistenza che ha senso se in relazione e collaborazione con l’intero sistema vivente, la Terra.

Mettere al centro la connessione alla natura considerata come un pericolo dalla cultura maschilista occidentale che ha colonizzato l’intero pianeta, rende radicali i contenuti e i metodi  di molti di questi movimenti,  che praticano già un mondo diverso mentre lo costruiscono.

 

Genere, Agroecologia, e Sovranità Alimentare

Dalla famiglia alla società le donne investono il corpo nella lotta, basti pensare alle donne di tutti i paesi che mettono a repentaglio le loro esistenze non solo nelle manifestazioni, come succede agli uomini, ma anche al ritorno nelle loro case, nelle relazioni familiari, nei rapporti amicali o di vicinato.

Questa continua connessione tra spazio pubblico e privato non permette un ritorno ad una dimensione neutrale, passiva, se non a prezzo di una resa totale. Le mobilitazioni, le teorie, le soluzioni pedagogiche delle donne nei movimenti, hanno già contribuito alla creazione di approcci diversi alla politica, potrebbero in futuro contribuire ulteriormente alla costruzione di una società collaborativa.

 

 

I numeri neri

Una donna su tre ha subito, a livello mondiale, abusi almeno una volta nella vita e il 30 per cento di questi atti viene inflitto da un partner intimo. E il 30 per cento dei maltrattamenti ha inizio in gravidanza. Una donna su 4 è tuttora oggetto di violenza in questa fase della vita.

Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da) e  Organizzazione mondiale della sanità.

 

8 persone su 10 che lavorano la terra, in Africa, sono donne. In Asia, sono 6 su 10. Nel mondo, le donne rappresentano l’unica fonte di reddito in una famiglia su tre.

Dati:  Programma Alimentare Mondiale (WFP – World Food Programme)

 

Dai 100 ai 140 milioni di donne nel mondo hanno subito mutilazioni genitali  le bambine sottoposte a tali pratiche sono, ogni anno,circa 3 milioni

Dati: Organizzazione Mondiale della Sanità

 

Le donne italiane, tra i 16 ed i 70 anni, vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita sono stimate in 6.743.000 e, in particolare, circa un milione ha subito stupri o tentati stupri. Il 14.3 per cento delle donne  ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner. Solo il 7 per cento  lo denuncia.

Dati istat

 

“Il 35% delle donne di tutto il mondo subisce nel corso della vita qualche forma di violenza, soprattutto da parte di mariti e fidanzati,  il 38 % dei femminicidi avviene  per mano del partner ”

Flavia Bustreo, vice direttore generale salute della famiglia, delle donne e dei bambini presso l’Organizzazione mondiale della sanità

 

Circa il 60 per cento di chi soffre la fame cronica, nel mondo, è donna. Oltre 19 milioni di bambini nascono, ogni anno, sottopeso; conseguenza di un’inadeguata nutrizione delle loro madri prima e durante la gravidanza.

Dati:  Programma Alimentare Mondiale (WFP – World Food Programme)

 

 

Pratiche comunitarie e cambiamento sociale

 

Kenya: l’Ebuyangu Women Group è  un gruppo di quasi duecento artigiane che fanno cesti in banano,  ogni mese una donna può produrre tra i 30 e i 40 cesti, con un introito di circa 3000 scellini kenioti (Ksh), laddove la spesa mensile per i bisogni alimentari fondamentali è di 1800. Assicurano la sussistenza ai loro gruppi familiari e alla comunità intera.

India: la Self Help women Association,  riunisce 152 gruppi cooperativi che vanno dall’artigianato alla coltivazione, al commercio, ai servizi. Dal ’71 si battono per i diritti delle  donne che si guadagnano da vivere senza un lavoro stipendiato.l’89% di tutta la forza lavoro indiana è impiegata in questo modo, per le donne la percentuale sale al 94%.

Argentina: durante la crisi del 2001 e il 2004, molte donne delle aree extra-urbane e rurali, all’interno dei movimenti piqueteros, si misero alla guida delle povere economie familiari tessendo una rete di scambi realizzando orti collettivi, mense comunitarie e laboratori produttivi.

Africa del Sud: il popolo KhoeSan, hanno testimoniato il loro impegno per i diritti delle popolazioni Khoesan e di tutte le comunità ancora matriarcali molto diffuse nell’Africa del sud: «Le nostre comunità sono sopravvissute a molte e differenti dominazioni e sopprusi che hanno cercato di annientare la nostra identità – hanno spiegato – oggi le nostre tradizioni sono ancora vive grazie alla nostra struttura sociale, alla sacralità che le donne tramandano di generazione in generazione, insieme alle nostre tradizioni.