Formazione obbligatoria

 

Bambini nel Mondo - Compartir.it

 

L’ ossessione della società occidentale è quella di educare  i bambini all’obbedienza.

 

 

L’idea fissa trasmessa ai bambini è quella di primeggiare, emergere dall’anonimato dettato dall’adeguamento.

 

 

Queste due spinte, solo apparentemente opposte, sono fonte di grande frustrazione.

 

 

 

 

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Il successo viene raggiunto sempre nella singolarità, in lotta con l’alterità. Gli altri sono costretti al riconoscimento attraverso il dominio.

 

Il riconoscimento non deve mai valicare i confini del contenimento sociale pena l’emarginazione.

 

Un bambino obbediente è disponibile ad ubbidire a tutti.

 

Un bambino competitivo è un bambino che non costruisce rapporti solidali.

 

 

 

 

 

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Sin dalla più tenera età i bambini sono trattati come consumatori.

 

Vengono contenuti negli aspetti destabilizzanti e esortati al consumo.

 

Il consumo per sua natura è diretto al singolo non ad un gruppo solidale.

 

Il prodotto va moltipliclato e venduto ai singoli che fanno riferimento al gruppo per il contenimento ma non vi appartengono in senso collaborativo.

 

 

 

 

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Ai bambini viene sottratta ogni libertà decisionale sugli spazi e i tempi della propria esistenza.

 

Imparano ad essere fruitori passivi.

 

L’esistenza passiva viene introiettata e tutto ciò che viene riconosciuto come esistenza attiva scoraggiato: vivacità, libera esplorazione dell’ambiente circostante, autonomia.

 

 

 

 

Spazi delimitati

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All’interno della società occidentale l’organizzazione degli spazi sociali non è  concepita per rispettare le esigenze reali dei bambini.

Il bambino non viene considerato una persona a tutti gli effetti, non può gestire gli spazi con rispetto per i propri tempi e non può decidere liberamente cosa fare.

Il bambino viene contenuto in luoghi prestabiliti e delimitati (asilo, area giochi nei parchi, spazio bimbi nei centri commerciali…).

 

Questo tipo di organizzazione è congeniale alla esigenza di controllo delle istituzioni.

I bambini che sono portatori di una forte natura esplorativa vengono costantemente repressi perché destabilizzanti.

 

 

 

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La giornata di molti bambini è piena di appuntamenti obbligati e impegni che spesso sono fonte di stress e che lasciano poco tempo per l’esplorazione e la sperimentazione attraverso il gioco.

La maggior parte di questi impegni prevede una modalità di relazione con gli altri di tipo competitivo e che sviluppano personalità omologate.
L’essere vivace, sognatore o curioso diventa un problema fino ad essere considerato una patologia da curare addirittura con gli psicofarmaci.

 

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Secondo uno studio dell’istituto di ricerca  “Mario Negri” sono 30mila i bambini italiani che già oggi assumono psicofarmaci.

 

Dato sicuramente sottostimato, poiché secondo dati del Ministero della Salute sarebbero 700mila i bambini che sarebbero affetti da disturbi psichici.

 

 

 

 

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“Oggi abbiamo molto ben chiara la questione di dove fallisce la ragione, però io includo in tutto questo la passione, i desideri, i sentimenti…e tutto questo ha a che vedere con la questione del conoscere”

(Paulo Freire)

 

 

 

 

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Ormai da moltissimi anni vengono messi in pratica metodi di insegnamento che sviluppano l’autonomia, l’intelligenza, la creatività del bambino, il rapporto con il vivente e l’intero pianeta, la spiritualità che stimolano alla costruzione di un pensiero critico, che utilizzano le forme d’arte come mezzo di espressione e apprendimento.

 

Non adottarli ad ampio raggio è una scelta politica ben definita.

 

 

 

 

 

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“Sarebbe in verità ingenuo sperare che le classi dominanti sviluppassero una forma d’educazione che permettesse alla classe dominata di percepire le ingiustizie sociali in forma critica”

(Paulo Freire)

 

 

 

 

 

 

 

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“Il punto di partenza dell’educazione è nel contesto culturale, ideologico, politico, sociale degli educandi. Non importa che questo contesto sia guastato. Uno dei lavori dell’educatore è rifare questo, nel senso che l’educatore è anche un artista: egli rifà il mondo, ridisegna il mondo, ridipinge il mondo, ricanta il mondo, ridanza il mondo”

(Paulo Freire)