Articolo per “Lo Jonco

Essere genitori comporta l’assunzione di una responsabilità assoluta nei confronti di un altro essere vivente. I genitori troppo spesso si ritrovano da soli di fronte ad importanti decisioni. Vaccinare o meno i propri figli è una delle prime scelte a cui verrà sottoposto un neo genitore dominato dalle paure del ruolo appena assunto. Il vaccino viene spesso presentato in Italia come un dogma indiscutibile, panacea di tutti i mali, elisir meraviglioso che proteggerà il nostro bambino da tutti i pericoli e le malattie. Un genitore che decide di non vaccinare il proprio bambino, deve affrontare il giudizio sociale (amici, parenti, comunità, personale sanitario, scuola).

Molti medici però ormai sostengono che gli studi sulle vaccinazioni non sono sufficienti a considerare questa procedura sicura. Infatti l’efficacia dei vaccini non viene monitorata: non esistono screening volti a verificare lo stato di immunizzazione dei soggetti vaccinati.
Scegliere con consapevolezza attraverso un’attenta informazione è l’unica strada possibile per affrontare questo importante momento.

In Italia vengono fatti passare implicitamente come obbligatori 25 vaccini (compresi i richiami) nei primi 15 mesi di vita del bambino. Le vaccinazioni obbligatorie dell’infanzia sono invece 4: antipolio, antidifterite, antitetanica, e antiepatite B. Tutte le altre sono facoltative.
Vengono generalmente somministrati vaccini combinati e non singoli che aumentano il rischio di reazioni avverse e accumulo di metalli pesanti. I metalli pesanti in grosse quantità creano danni a livello neurologico, deficit mentali, paralisi. Molte sentenze sono state vinte da genitori di bambini divenuti autistici dopo le vaccinazioni o deceduti a causa di sids, morte in culla, per la medesima motivazione. I vaccini antidfterico e antitetanico contengono circa 25 mcg di mercurio, il vaccino antiepatite B ne contiene 12,5 mcg; in tutto vengono somministrati ai bambini 37,5 mcg di mercurio. Una dose che supera di 75 volte il livello di sicurezza consigliato dall’O.M.S. L’imposizione di vaccini combinati rende impossibile ogni scelta personale di utilizzo di un singolo vaccino. La poliomielite, la difterite, che rientrano tra le vaccinazioni obbligatorie sono praticamente scomparse dai paesi sviluppati, continuano invece a essere presenti nei paesi poveri che mantengono le più alte coperture vaccinali. La presenza di queste malattie e la loro mortalità non sembrano proporzionali alle vaccinazioni.

E’ forse lecito chiedersi se non siano piuttosto le condizioni di vita della popolazione a essere determinanti per l’insorgere delle malattie: la gestione di acquedotti, fognature, rifiuti, ma anche l’alimentazione, l’esistenza di conflitti, le carestie.

Ma chi immette nel mercato i vaccini?
Il controllo della produzione dei vaccini spetta ad una grande corporation farmaceutica, la Big Pharma. Oltre a produrre vaccini la Big Pharma annovera molti antivaccini, cioè farmaci che servono a combattere le malattie causate dai vaccini stessi. Probabilmente non è sano che una sola corporation ne detenga la produzione, come non è sano che siano le stesse case produttrici a commissionare gli screening sulle vaccinazioni.

Sostiene E. Serravalle specialista in Pediatria Preventiva, studioso dell’argomento :
“Ho cercato di sviluppare una riflessione sulle politiche dell’industria farmaceutica, capace di condizionare pesantemente gli studi scientifici, le opinioni dei medici e degli operatori della salute, le politiche dei governi in materia di salute”.
“ Le reazioni ai vaccini sono spesso taciute e misconosciute: allergie, patologie autoimmuni, disturbi neurologici, shock anafilattico, sincope, fino alla morte. Senza dimenticare l’autismo. Chi propone le vaccinazioni di massa ha l’obbligo di dirci se il nesso esiste o meno. Io vorrei capire perché bambini che stavano benissimo regrediscono dopo avere subito 19 vaccini in 15 mesi. E perché ogni settimana visito un nuovo bambino autistico”.
” La scienza non è la verità, è la ricerca della verità. E tutti dobbiamo impegnarci a perseguirla”.

Anche tutti noi quelli che non siamo scienziati ma esseri umani: genitori, nonni, figli etc., siamo chiamati a perseguire la verità, non per amore della verità, ma semplicemente perché vogliamo essere in salute, perché è umano cercare di essere felici, fare in modo che le persone a noi vicine lo siano. Per far si che questo possa realizzarsi c’è bisogno di tutta la nostra attenzione, di tutta la nostra capacità di renderci consapevoli, dell’esercizio di tutto il nostro senso di responsabilità.
Sono sempre le comunità che hanno introdotto dei cambiamenti, attraverso la forte richiesta di informazione, la collaborazione tra interessati, la diffusione di contenuti, la presentazione d’istanze.

Dice ancora Serravalle:”Si sfrutta un’emozione-la paura-per trasformare le persone, attente al mantenimento del proprio stato di salute, in soggetti spaventati e malati.”

Non c’è niente di più lontano dalla felicità della paura. L’isolamento dei genitori, in questo come su altri argomenti, permette che una informazione inesatta e terroristica faccia breccia attraverso la paura. I gruppi di genitori, il confronto con gli altri, fa si che la paura si trasformi in attenzione, l’attenzione in informazione, l’informazione in azione comune, in ricerca di salute per noi e le generazioni future, in un pezzo di felicità.

Erika Ioan & Anna Torre