di A. Torre

 

Compartir,

condividere, mettere in comune, gestire in comune. Gestire risorse in comune.

Cos’è il comune?

Le risorse, il territorio, i pensieri, la cultura?

Gli animali possono essere considerati una risorsa? Tutti gli animali o solo alcuni?

Di chi è il comune? Il comune è il pianeta?

E’ giusto pensare che questo pianeta sia nostro? Di tutti, proprio tutti gli esseri umani? O la Terra è anche degli animali, delle piante, degli alberi?

E se invece fossimo noi di questo pianeta?

Siamo di questo pianeta nel senso che lo attraversiamo o lo abitiamo?

Le piante del pianeta terra….gli animali del pianeta terra…. gli uomini del pianeta terra…

Noi abitiamo il pianeta o veniamo abitati dal pianeta?

Scrive Capra fisico statunitense: “Abbiamo bisogno urgente di una scienza che ci riconnetta alla terra vivente…”

Quanto più studiamo i problemi seri del nostro tempo tanto più ci rendiamo conto che non è possibile comprenderli isolatamente.

Sono problemi sistemici il che significa che sono interconnessi e interdipendenti. Per esempio sarà possibile stabilizzare il numero della popolazione mondiale, solo quando sarà sconfitta la miseria; l’estinzione di specie di animali e di piante su larga scala, continuerà finchè l’emisfero meridionale sarà oppresso da enormi debiti….Dobbiamo considerare tutti questi problemi come sfaccettature di un unico grande problema che è dovuto ad una crisi di percezione, siamo legati ad una visione del mondo sorpassata”.

Scriveva l’economista Genovesi: “E’ legge dell’universo che non si può far la nostra felicità senza fare quella degli altri”

Immaginiamo un uomo connesso al pianeta, che non piega la natura e non si piega alla natura perchè si riconosce natura, ma cerca un equilibrio con tutto il vivente, non costruisce dove la terra cede, dove il mare arriva, non coltiva prodotti in terre dove si priva d’acqua un altro uomo, non scatena guerre perchè non cerca guerra.

Non è un uomo buono, né perfetto, è un uomo ecocompatibile che, riconoscendosi esso stesso pianeta/natura, rispetta tutto il vivente per poter perpetuare la propria vita. L’uomo ecocompatibile non imposta i rapporti sul potere, sulle cose e sugli altri perchè non ha bisogno del “potere su” ma ha bisogno di poter fare, di compiere, di compiere insieme, in comune.

 

“E’ ricercando l’impossibile che l’uomo ha sempre realizzato il possibile. Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile, non hanno mai avanzato di un solo passo. (M. Bakunin)”

 

Il Nodo Redazionale